| Il Messaggero
Martedì 14 Dicembre 2004
E’ DI SAN BASILIO L’UOMO-GOMMA DEL FILM
Daniele: salti e capriole con stiramento finale
di SALVATORE TAVERNA
Basta
con la controfigura. Il figlio di Tomas Milian, in arte Rocky , carambola
come una palla da biliardo tra una Rover verde, un po’ anziana,
e una Opel familiare grigio perla: vetri infranti! Ecco a voi Claudio
Amendola in azione come un vero cascatore: capelli lunghi, zucchetto a
righe multicolori, tuta, giubbotto e scarpe gommate. «Questa? Una
fatica piacevole», dice l’attore romano e romanista, compagno,
molto innamorato, di Francesca Neri . Folla, stile curva sud, in piazza
Vittorio, angolo via Macchiavelli. Due cineprese gigantesche e, accanto,
i fratelloni: Carlo & Enrico Vanzina . Primo ciak de Il ritorno del
Monnezza. Ladri, ladroni e ladroncelli romoletti? Per il momento, nemmeno
l’ombra. Il figlio del mitico Tomas, Claudio, non insegue Er Caccola,
Er Sola, Er Puzzone, Er Para... ma mafiosetti cinesi, albanesi, indiani.
«Azione», alza la voce Carlo Vanzina. E Claudio corre come
una lepre all’inseguimento del Daniele Nguyen , atleta e
cascatore, il vietnamita di San Basilio, che vola come il vento: imprendibile.
Per sfuggire alle manette dell’ispettore Girardi, il delinquente
piccoletto si tuffa nella fontana di Piazza Esedra: nuota, congelato dal
freddo, ma vincitore, arriva a Termini, sale su un treno e via verso Orte.
La lotta tra Er Monnezzino e l’ atleta continua.
«Milian o Amendola?», preferisco Claudio: «Meno trucido,
più carino, più vero, più, più, più...
bbono», non ha alcun dubbio Marisa , trent’anni, camiciaia,
nata e cresciuta nel quartiere multietnico di piazza Vittorio. Lei, finta
bionda, semimaggiorata, non perde una sola scena. «Oggi non lavoro:
ho chiesto un giorno di permesso per godermi l’idolo mio, Claudio.
Vuole vedere la foto con lui?». Marisa estrae dalla borsetta una
piccola digitale e mostra la sua reliquia: un’immagine, per lei
magica, accanto ad Amendola.
«Non sono d’accordo, non c’è paragone»,
si mette in mezzo Stefania , vera mora, magrissima, quarantenne. «Tomas
Milian era un poeta dello stile selvaggio. Più credibile di Claudio
che a me piace moltissimo. Ma non toccatemi il vecchio Milian».
Per ca rità! Ognuno vuole dire la sua: comparse, signore in bella
vista sul marciapiede, curiosi e paparazzi. «Quando lo vedo m’infiammo»,
dice Selene De Rosa , commessa a una bancarella sotto i portici. Lei vende
cosine cinesi mentre Er Monnezzino insegue i delinquenti. «Ho sofferto
molto per selezionare, insieme a Roberto Scarduffa , le persone giuste»,
dice Giorgio Melidoni , aiuto regista del film. «Ma alla fine ho
centrato i caratteri. Nelle prossime riprese s’incontreranno le
comparse multietniche con i romoletti che hanno lavorato insieme a Milian».
Il più colorito? Scacco Matto ( Settimio ) sdentato, semicalvo
e un po’ svitato. Lui ha interpretato sempre il ladro, il bandito
e la spia, diretto da Sergio Corbucci. Ma, incredibile, da una stradina
spunta pure Tramezzino , il figlio di Bombolo: Enzo Salvi , forza della
natura, esilarante, sì, Er Cipolla in questo mondo, il suo mondo,
è imbattibile. «Ma la sai ’na cosa forte? Claudio Amendola
nel film interpreta il figlio di Tomas Milian. E di chi è la voce
del Monezza? di Ferruccio Amendola. Emozionante». Ciak si gira tra
comparse cinesi e passanti made in Cina. Piazza Vittorio come Chinatown!
Non solo “monnezza”
a Piazza Vittorio. ...
di CLAUDIA ALI’
Non solo “monnezza” a Piazza Vittorio. Ieri, a giudicare dalle
prodezze e dalle acrobazie di un “cinesino tuttofare”, sembrava
di essere piuttosto sul set di “Karatekid 2, la vendetta”.
Un metro e cinquanta di energia e di forza, tali da oltrepassare i normali
limiti fisici. Dopo il grande Claudio Amendola , la star del giorno
è lui, Daniele Nguyen , “vietnamita di San Basilio”,
come ama definirsi, perché ha gli occhi a mandorla, ma un’inconfondibile
parlata romanesca, due volte campione europeo di combattimenti e forme
a mani nude e con armi, nonché figlio del maestro Nguyen Van Viet
, fondatore di una durissima arte marziale, chiamata Viet Vo Dao, un mix
di filosofia e medicina orientale. Nel film è un immigrato clandestino,
un criminale che sfrutta i suoi connazionali, nella vita è un “marziano”
con una soglia del dolore molto alta. Ma nella disperata fuga dal poliziotto-Monnezza,
a causa di un movimento fatto male, il “piccolo uomo di gomma”,
ieri ha subito un brutto colpo: uno stiramento al muscolo della gamba.
Subito massaggiato e fasciato dallo stunt coordinator, Stefano Mioni ,
Daniele ha continuato a correre a perdifiato. Ed ecco il suo segreto:
«Appena torno casa papà mi fa l’agopuntura e tutto
passa»
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